Il principato normanno di Capua
Nascita

Intorno al 1030 il duca di Napoli Sergio IV concesse ad un gruppo di cavalieri normanni, capitanati da Rainulfo Drengot, una parte della Terra di Lavoro, perché vi si stanziassero e difendessero il ducato napoletano dalle mire espansionistiche del principato longobardo di Capua. In questo modo nacque la contea normanna di Aversa, che è stata considerata il primo insediamento stabile dei Normanni nel Mezzogiorno d’Italia.

Nel 1058 il conte di Aversa Riccardo I, pur non essendo in possesso di Capua, si proclamò princeps capuanus. Nell’agosto dell’anno seguente ottenne dal papa Niccolò II l’investitura del principato di Capua, ed avviò subito la ristrutturazione politico-amministrativa del Principato.

Organizzazione politico-amministrativa

Le fonti mostrano in modo inequivocabile come i Normanni si siano inseriti, quale nuova classe dirigente, nel vecchio organismo politico longobardo, senza sconvolgerne le strutture amministrative e, almeno in una prima fase, quelle economico-sociali.
Riccardo si fece incoronare principe secondo il cerimoniale in uso a Capua, e conservò nei suoi diplomi le intitolazioni dei vecchi principi longobardi. Il suo entourage, inoltre, fu composto oltre che da cavalieri normanni, anche da giudici, notai, e curiali, di origine longobarda.
Fu conservata la distrettuazione territoriale per contee, in atto nel principato longobardo, nonché la prassi della loro trasmissione ereditaria secondo il frazionamento pro-capite tra tutti gli aventi diritto. E questo avvenne anche quando, a partire dai 1066, inesorabilmente vennero messi da parte gli antichi conti longobardi, ed al loro posto furono insediati conti di origine normanna, che erano legati da parentela con la famiglia principesca al potere.
La stessa distribuzione della proprietà fu conservata secondo la prassi in atto nel principato longobardo e contemplata nel diritto longobardo, tanto che è da credere che gran parte dei vecchi proprietari abbiano conservato intatti i loro possessi. Basti pensare che durante gli anni di governo del principe Riccardo I (1058-1078) e di suo figlio Giordano I (1078 - novembre 1090), non compare mai nei documenti il concetto franco di feudo, che pur i Normanni avevano utilizzato per tempo in Aversa.

La dipendenza dal ducato di Puglia

Il nuovo organismo politico normanno non modificò affatto le strutture preesistenti del vecchio principato longobardo. Il ceto dirigente locale, anche se emarginato a livello istituzionale, conservò intatte le fonti della sua ricchezza, nonché i privilegi connessi con l’esercizio della milizia. Lo dimostra il fatto che alla morte del principe Giordano, una rivolta degli abitanti di Capua costrinse il giovane erede Riccardo II a fuggire, con la madre Gaitelgrima, in Aversa. Soltanto dopo otto anni, nel 1098, egli fu in grado di rientrare in possesso del principato paterno, con l’aiuto di Ruggiero, duca di Puglia, e di Ruggiero, conte di Sicilia: in tale occasione Riccardo, in cambio dell’aiuto militare che aveva ricevuto, fu costretto a cedere al conte di Sicilia il suo diritto di conquista su Napoli, e fu obbligato a prestare - cosa che il Guiscardo non era mai riuscito ad ottenere né da suo padre né da suo nonno - il giuramento di fedeltà vassallatica al duca di Puglia.

I principi Riccardo II, Roberto, Riccardo III, Giordano, Roberto II

Riccardo II, diffidente a ragione nei confronti della nobiltà longobarda, avviò una rapida normannizzazione del principato, prendendo come modello le positive esperienze offerte da Aversa. In particolare si circondò esclusivamente di cavalieri normanni, che legò a sé attraverso il vincolo vassallatico. Nei documenti degli anni del suo principato, infatti, compare per la prima volta il concetto di feudo nel territorio di Capua.
Riccardo II dopo avere contrastato vittoriosamente nel 1104 un tentativo di ribellione del fratello Roberto, morì nel gennaio del 1106. Gli successe, per ragioni che le fonti non precisano, proprio il fratello Roberto.
E’ molto probabile che l’elezione del principe Roberto abbia coinciso con una ripresa dei Longobardi nel Principato. Lo testimonierebbe il ritorno di alcuni esponenti di tale etnía ai vertici dell’amministrazione statale, in posizioni-chiave come quelle di comes palatii e di camerarius.
Il principe Roberto morì all’inizio del mese di giugno del 1120, dopo aver fatto ungere e riconoscere, quale successore, il figlioletto Riccardo III. Costui sopravvisse al padre solo pochi giorni. Nello stesso mese di giugno fu consacrato principe di Capua Giordano II, fratello dei defunti principi Roberto e Riccardo II, e figlio di Giordano I. Il nuovo principe di Capua visse fino al dicembre 1127, quando gli successe il figlio Roberto II: colui che nel 1135, sconfitto da Ruggiero II d’Altavilla, dovette assistere alla definitiva caduta del principato fondato dal suo bisnonno.
Il principato di Capua, unico tra tutti gli organismi territoriali normanni nati dalla conquista, visse fino alla sua “annessione” nel Regno di Sicilia, in uno “splendido isolamento” rispetto alla vicenda che coinvolse gli altri Normanni nel Mezzogiorno. La sua storia, caratterizzata innanzitutto da un rapporto privilegiato con il Papato, come è stato di recente dimostrato dal Loud, attende ancora di essere scritta ripercorrendo la strada segnata dai grandi eruditi capuani del XVIII secolo.

 

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