Il Mezzogiorno agli inizi dell' XI sec.
IL Catapanato Bizantino d' Italia

Il Catapanato bizantino d’Italia era delimitato a sud dal mare Jonio, ad ovest dal Tirreno, ad est dall’Adriatico. Il confine settentrionale era segnato da una linea di frontiera che aveva questo percorso: partiva dal fiume Fortore, seguiva il crinale dei monti Dauni ed il corso superiore dell’Ofanto ad ovest di Melfi; di qui aggirava il monte Vulture, passava ad est di Potenza, e raggiungeva il corso del Tanagro all’altezza di Polla; correva lungo il Vallo di Diano fino a Lagonegro, e seguendo il corso del Noce arrivava al Tirreno. Al vertice del Catapanato v’era il Catapano, che risiedeva in Bari. Il Catapanato era a sua volta diviso nei tre Temi (circoscrizioni amministrative) di Longobardia, con capitale Bari, di Calabria, con capitale Reggio, e di Lucania, con capitale Tursi.

L' arrivo dei Normanni

In questo quadro politico, frammentato ed in continuo stato di belligeranza, si inserirono i primi cavalieri normanni, chiamati come mercenari. Essi erano divisi in due bande. La prima era capeggiata da Osmondo Drengot, e fu assoldata dal principe Guaimario di Salerno. La seconda condotta da Gilberto Buatère, si pose al servizio di Melo da Bari, un nobile barese, di origine longobarda, ribelle al dominio bizantino e alleato coi principi longobardi.
Si trattava di cavalieri forti ed audaci; alcuni erano cadetti di famiglie feudali, che per essere stati esclusi dalla successione paterna, erano stati costretti all’avventura e all’esercizio della “militia”. Armati “alla pesante”, con il giaco di maglia di ferro, elmo, scudo a forma di mandorla, spada, e lunga lancia, essi introdussero nel Mezzogiorno una tecnica di combattimento nuova, quella della carica di cavalleria, che consentì loro di ottenere delle facili vittorie militari, e, soprattutto, di creare delle autonome signorie territoriali.

La nascita delle contee normanne di Ariano e di Aversa

I cavalieri che combatterono con Melo da Bari, costituirono, dopo il 1016 e prima del 1024, la contea di Ariano, che è da considerare il primo organismo politico posto in essere dai Normanni nel Mezzogiorno. Dopo qualche anno, nel 1030, Rainulfo Drengot, capo di una seconda immigrazione di Normanni, ottenne dal duca di Napoli Sergio IV l’investitura della contea di Aversa.

L’arrivo in Italia della famiglia d’Altavilla

In questi stessi anni arrivarono I primi rappresentanti della famiglia di Tancredi d’Altavilla, “destinati” a conquistare tutta l’Italia meridionale e la Sicilia. Si trattava dei figli di Tancredi e della sua prima moglie, Muriella: Guglielmo, detto Bracciodiferro, Drogone, Umfredo.

 

 

 

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