• Ugo Falcando (?): seconda metà del secolo XII

Opera: Liber de regno Sicilie

• ed.: La Historia o Liber de regno Siciliae e la Epistola ad Petrum Panormitanae ecclesiae thesaurarium di Ugo Falcando, FSI 22 (ed. G.B. Siragusa 1897)

 

     Non esistono certezze sull'identità biografica dell'autore del Liber de regno Sicilie (la critica ha via via proposto identificazioni con diversi personaggi della corte normanno-sveva di Palermo ai tempi di Guglielmo II d'Altavilla). L’autore, forse di origine transalpina (e forse autore anche della famosa Epistula ad Petrum  Panormitanae ecclesiae thesaurarium) è stato certamente personaggio ben introdotto negli ambienti di corte. La stesura del Liber è posteriore al 1181.

     Il testo narra gli avvenimenti del regno di Sicilia (in particolare «quae circa curiam gesta sunt») dalla morte di Ruggero II al 1169, cioè il periodo del regno di Guglielmo I fino all'ascesa al trono di suo figlio minorenne, Guglielmo II, sotto la tutela della madre e di Gualtiero, arcivescovo di Palermo. La narrazione è programmaticamente limitata agli avvenimenti que circa curiam gesta sunt: intrighi e violenze di un mondo curiale palermitano che lasciano un'impressione di malvagità e di corruzione apocalittica, probabilmente al di là della realtà storica.

     Dal punto di vista politico, l'autore è certamente fautore dello schieramento baronale, contrapposto alla politica accentratrice della Corona e alle forze "nuove" emergenti nel Regnum, soprattutto borghesi (Maione) e musulmani convertiti (i gaiti). Ma in molti tratti è possibile intravedere un lealismo di fondo verso l'istituzione monarchica, che gli fa condannare decisamente, ad es., il tentativo dei baroni di impadronirsi della persona del re approfittando di una rivolta. L’ideale di HF è meno quello di una monarchia feudale che quello di un re giusto, capace di amministrare il suo popolo senza appoggiarsi a ministri corrotti o malvagi.

 

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Ultimo aggiornamento:
 16-02-04