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Falcone, notaio e giudice in Benevento [fine dell'XI sec.-1144?].
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opera: Chronicon Beneventanum
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ed.: Falcone di Benevento, Chronicon Beneventanum, a cura di
E. D'Angelo, Firenze 1998.
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Dell'attività di Falcone quale notaio e giudice della curia pontificia
a Benevento resta testimonianza in sedici pergamene da lui rogate o sottoscritte.
Egli fu dunque un importante funzionario e politico nella Benevento della dominazione
pontificia.
Il
Chronicon Beneventanum, pervenutoci acefalo, e probabilmente
mutilo anche in fine, narra la storia di Benevento dal 1102 al 1144.
Fino all'anno 1127 il fuoco della narrazione è tutto "urbano",
cioè concentrato sulle vicende interne alla città; dal 1127 in poi l'ottica
si allarga al Mezzogiorno continentale e alla politica internazionale
(Papato, Impero germanico, regno di Francia), quando comincia ad attuarsi
la politica imperialistica di Ruggero di Sicilia, che culmina nel 1130
con l'incoronazione del Normanno a rex Siciliae.
In Falcone si è spesso visto il portavoce dell’autonomia longobardo-beneventana
di fronte ai conquistatori Normanni. In realtà, non è possibile definire
la sua storiografia "antinormanna" o "antiruggeriana",
anche se non mancano le critiche alla volontà conquistatrice del primo
re di Sicilia. Egli scrive in un momento in cui l'infiltrazione, e poi
la conquista normanna, sono cominciate ormai da un secolo. Anche per
questo motivo, oltre che per la struttura annalistica, il Chronicon
non
possiede le caratteristiche tipiche solite della storiografia
d'età normanna (che è «statuale»
o «etnica»,
secondo le categorie individuate da Gianvito Resta), ma alla storiografia
cittadina. E' l'unica cronaca municipale del Mezzogiorno, paragonabile
alla coeva storiografia "comunale" dell'Italia del Nord (Caffaro,
etc.). La stessa figura intellettuale e professionale dell'autore contribuisce
a questa identificazione: Falcone è la tipica figura di notaio-cronista,
che sarà poi il redattore ufficialmente più qualificato alla stesura
delle cronache "comunali". E non a caso questo si verifica
a Benevento, città la cui esperienza istituzionale è abbastanza atipica
rispetto alle altre compagini cittadine del Meridione d'Italia, e si
trova a vivere esperienze di tipo comunale prima anche di Firenze.
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